In questa terra al dilà dell' armadio le cose accadono quasi come in ogni altro luogo, ma ogni evento é conosciuto da tutti quasi istantaneamente. Qui convivono esseri molto diversi tra loro, ognuno con le sue abitudini, le sue ore, i suoi luoghi. Lo spazio é delimitato da alte montagne, a volte coperte dalla neve. Talvolta qualcuno si allontana, ma capisce che lo scorrere del tempo ha un suo senso solo se riferito alla Valle, così le esplorazioni del mondo esterno in genere non durano molto. Il ritorno é percepito non appena si scorge da lontano la sagoma della montagna più alta. Accade che un caso fortuito porti qui un forestiero. Non sempre si accorge della sottile differenza che c'é tra questo mondo e l' esterno. Così se ne torna via senza nemmeno sapere di essere mai venuto qui. A quanti sono desiderosi di sperimentare qualcosa di diverso da quello che già conoscono, benvenuti nel nostro mondo.

Eccomi

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lunedì, 12 ottobre 2009
Berlusconi: «La stampa estera sputtana il premier e il nostro Paese»

Battaglia del grano

MILANO anni '40 - Si coltiva il grano in piazza del Duomo
 

Ovviamente ora l' unica alternativa é la chiusura delle frontiere e l' instaurazione dell' autarchia. A luglio 2010 raccoglieremo le messi....
                           ... a Milano DUE !!!


Postato da: woland23 a 16:03 | link | commenti (2)
cultura, politica, tristezza, follia, paesi, società

domenica, 11 ottobre 2009
Stavoli della Carnia, addio

DSCI0660a

Il Stàli da Pantòna.

Ci venivamo da bambini a trovare Marcelìn il pisighét che viveva fuori paese.

Ora la sua casa é indistinguibile dai sassi che costeggiano il ruscello.

Del fienile rimangono quattro muri.

All' interno una latta arrugginita di olio da pochi soldi e capocchie di funghi del genere lactarius, ormai fradici.

I fienili fuori paese cadono in rovina senza fare chiasso

Il segno della fine é qualche coppo caduto dal tetto senza che nessuno si preoccupi di rimettercelo.

L' acqua piovana scava nel legno della trave di colmo. Il larice é gagliardo: può resistere per anni alle intemperie. Poi cede anche lui.

Cade la neve. Le fibre del legno ora indebolite si stirano sotto la sollecitazione di 25... 30... 35 chilogrammi per centimetro.

Non c'é nessuno che assiste alla fine improvvisa.

La trave spezzata trascina all' interno della struttura le capriate simmetriche in uno scroscio di tegole che precipitano sull' impiantito sfondandolo. Poi tutto giù nella vecchia stalla, sòra das treséfs.

La neve si ammucchia ora, nel posto del fieno.


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Ta Lungia si lava su cun gnò pàri sot Nadàl a tiràsi las bàlas di néf.

Il stàli davour da voltàda l' éra bielgià.

A l' era aì prin da l' invasiòn dai cosàcs e al é imò vuei ca son rivadas tre frutas rùssas a tignì viérta l' ostaria di Liarias.

Sòt da so spuàrta la int a si tiràva sòt quant ca plovéva.

Se la ploia a durava a si pierdevant via scrivint il nòm e la data tai léncs:

“Rizzato Lidia – 22.5.1945”

- A si era in vuéra imò par qualchi dì

“Soravito Giovanni – 19.7.1931”

- Chésta a é plui vécja

Fin cumò il stàli l'é stàt simpri tignùt cont

Ma la néf da l' invier pasàt à mot four qualchi planéla

L'é come che a ùn a i cjàpa un àlc tal cour:

Sa no si tolin provediménts.....


Pio2





















Plui in su, il Stàli da Pantòna Di là da briglia sul Riu Flàur.

A si vigniva da frùz a cjatà Marcelìn il pisighét cal stèva four dal pais.

Cumò la so cjasa no si la conòs enfra dai claps adòr dal riù.

Dal stàli a restant su quatri mùrs.

Déntri, una làta inrusinida di vueli da pòs francs e cjapiei di foncs fraidesùts.

I stài four dal paìs a colant cencja fa rumòr.

Il segno da fin a l'é qualchi cop colàt cencia che nissun lu torni a méti adùn.

La ploia a ingjàva il tràf di colm. Il làrc a l'é bùlo: al ten par ans sot da l' àga. Ma pò ancje lui si rìnt.

A cola la néf. Las fibras dal lenc inflapìdas a si stirant sòt sfuarc: 25... 30.... 35 chilos par centimetro.

Non d'é nissun a cjalà di un bòt, la fin.

Il traf crevàt a si tira davour las cjavriadas pàrias in t'un fracàs di planelas cas còla sul breàr sfondànt ju dut fint' in ta stàla sòra das treséfs.

La nef cumò a si intassa, tal puést dal fèn.


Il stàli di Pio no! Chél l' é un stàli gajàt

Par prémi lu a scuignùt acatastà e cumò sòra al paja encje l' ICI

Enio, invecit nol'à intindùt rasòn.

“Schifòs e purcìz! Chest a l'é un ricàt, ati ché!”

Cussi al à montàt su la motosiéa ta sò Panda 4x4 e l'é làt su in mont

a tajà i trafs dal cuviért.

“Cumò tu vas ju in tal Catast cu las fotos e tu i disis cal'é DIRUTO!”.

In linea di principi l' à resòn lui. Però... ce pecjàt!


Cussì a sparìsint stài e stàipas

Ogni tànt un vilegjànt s' inamòra dal puést

al volarès tòli lui ce che la ìnt a làsa bandonàt

Ma vòtu par via dai tanch paròns

cùi in Francia, cùi no si sa dulà

il plui das voltas no si cumbina.

Cha àta dì i passavi par Ravasclét

Il plui bièl stàli, cul portòn a arc, in pièra

trecént metros dal “Residence le faggete”

Podeva valé in pìs un otàntamil Euros

Lu àn lasàt colà dentri

Cumò nol vàl plui nuia.


Qualchi viac a va dréta

a si tàca das fondas cu làs gabias

I igloos par via da l' umiditàt

e po' su, cui tràs noufs di làrc

Isolazions, breas spazolàdas, invecjàdas

Planélas da Gjermania a sessanta santésims da l' una

trentasìs tòcs par metro

Cuarda di ram pa messa a cjéra

Tubo Geberit, fòssas Imhoff

Barcons cul Termopan a bàssa emission

Puiùi intengiùts cun impregnànt a l'àga....

Quant ca l' à furtuna

il stàli dal fén al devénta un gjogàtul

da dusìntamil Euros.

 


 



Postato da: woland23 a 20:14 | link | commenti
cultura, tristezza, paesi, friuli, ovaro, carnia

mercoledì, 16 settembre 2009
El me motorin

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Si era fuori dal portone del Gianca, in uno di quei vicoli tiepidi dalle parti del Duomo illuminati in diagonale dalla luce dorata di maggio.
Ciascuno a suo modo accudiva al completamento di questo motorino scasso dal serbatoio giallo, un po' raccattato a pezzi un po' fissato con viti molle e ranelle che via via vengono ad aggiungersi all' opera.
Spinto fuori all' aperto con il carburatore appena imboccato sul cilindro, la manopola del gas fà un allegro rumore di floc floc come di un attrezzo ben disposto a funzionare a dovere.
Ora il Gianca salta sulla sella per dare aderenza alla ruota e tutti attorno si spinge.
Roooooooooooo ten ten ten trrrrreeeeeeeeccccc. Il motore si accende e un crepitio allegro esce dalla marmitta a spillo.
Una festa! E il Gianca si fa il primo giro attorno alla lunga aiuiola alberata che costeggia il lungadige poco lontano da Ponte Pietra.
Per ordine di anzianità ci si avvicenda sul motorino giallo, scoppiettante.
Ma all' ombra degli alberi, con la sua spocchiosa tenda rosso amaranto c'é uno di quei bar frequentati da anziani trentenni che bevono cocktails ai tavolini. Il padrone ha già telefonato e in qualche minuto la Multipla bianca e nera dei vigili urbani é sul posto.
Scendono con l' andatura da sceriffi. “Di chi é il motorino?”. Recuperato più o meno un pezzo qua un pezzo la, ovviamente Motorino giallo non ha libretto.
“Non sappiamo!” Motorino giallo sta li, appoggiato un po di sbieco contro uno degli alberi.
Arriva il carro attrezzi che lo porterà in centrale, forse per essere demolito senza nemmeno venire acceso un' ultima volta.
La pula va via: ha già dato le disposizioni. Il Gianca si avvicina al meccanico del carro attrezzi che sta mettendo sul pianale Motorino giallo “Capo, Capo! Nol pol far de manco de legarlo e far finta de niente?” :-)
“Putéi, no pòso: Vago in rogne mì....... Me dispiàse” :-(
Il carro attrezzi va via soffiettando.
Il Gianca é un grande di sedici anni ma a un certo punto non tiene più.
Gli vengono fuori le lacrime e guarda giù per Corso Sant' Anastasia
“El me motorìn!” singhiozza......
“ El me motorìn!!”

 

Postato da: woland23 a 21:43 | link | commenti (3)
tristezza, tempo, nostalgia, polizia, paesi, società, motociclette, gioventù, lambretta

domenica, 26 luglio 2009
Esperienze

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                                                                                                                                        :-)

Postato da: woland23 a 06:21 | link | commenti

sabato, 17 gennaio 2009
La visita

100_3674 Alla vigilia della mia partenza per le vacanze, una giovane coppia di turisti aveva insistito per visitare un vecchio fienile in vendita per farne una casa di vacanza. Con la testa ormai proiettata al viaggio dell' indomani li avevo accompagnati nel paesino affacciato sulla valle con uno spirito da scampagnata in un pomeriggio terso. Facendoci strada tra l' erba alta del cortile avevamo ammirato il vecchio lavatoio coperto, la stalla ombrosa, il tetto aguzzo e la soffitta su cui la signora silenziosa era salita stando attenta alla scala malferma con i suoi occhi azzurri ed il copricapo leggero, che non si era mai levata. “In questo angolo cosa farebbe?†chiedeva e “...si potrebbe ricavare uno studiolo in questo punto?â€. Studiavamo a passi come parcheggiare le macchine davanti al vecchio portone. “Dovremo chiedere al vicino di spostare il recinto del cane che é proprio a confine!â€. Si: socchiudendo gli occhi potevo già vedere. Si può fare. Ecco: qui finisce la vostra proprietà. Questo é il sentiero che conduce al torrente. No, il torrente lo vedranno la prossima volta. Lei adesso é un po' stanca. Tornato dalle ferie non ho più visto i due. Passati anche ottobre, novembre, neanche una telefonata come s' usa per dire: “Ci interessa ancora†o “Grazie, ma ci abbiamo ripensatoâ€. Poi dopo le feste un comune conoscente mi aggiorna. Lei é morta da un mese. Già alla fine dell' estate aveva pochissimo tempo davanti: una breve tregua tra un ricovero e l' altro. Lui sapeva. Lei ….? Allora ho capito che questa cosa della visita non era stata altro che una tenera recita orchestrata da lui, il marito, che aveva voluto regalarle quest' ultima illusione di un domani; di un programma per quell' “anno prossimo†che per lei non ci sarebbe più stato. Così sono contento di aver contribuito a dare corpo a quel sogno lieve che per una mezz' ora é balenato dietro a quei gentili occhi azzurri.

Postato da: woland23 a 17:19 | link | commenti (12)
morte, friuli, ovaro, carnia

martedì, 16 dicembre 2008
... e che sia finita con voi

walterveltroni

Mi interrogo ormai da mesi sui motivi per cui l' apparizione sul video o anche solo l' intervento alla radio di un qualunque rappresentante di spicco del PD scateni in me manifestazioni di insofferenza che spesso non riesco a trattenere nemmeno quando mi trovo in pubblico. Mi avvedo però di non essere il solo, così fra me e me mi permetto di darmi alcune frammentarie anche se non esaustive giustificazioni:

 

 

  1. Prendo atto che questo popolo della sinistra, deluso e incazzato continua ad esistere malgrado, non grazie alle persone che si sono imposte di rappresentarlo dando vita ad ogni tipo di alleanza “strategica” con elementi che non solo non si capisce cosa mai centrino con la sinistra, ma nemmeno con un generico interesse per il bene pubblico;

  2. Do anche per assodato che se, nel presentare la coalizione di sinistra alle elezioni del 2007 fosse stato chiarito da subito agli elettori che poi diventavano ministri Clemente Mastella e Giuliano Amato, non si sarebbe dovuto attendere quest' anno per contemplare la defezione del 50% dei votanti, scossi dai conati di vomito;

  3. Gli onorevoli Bertinotti e Diliberto, che oltre ad essere onorevoli sono anche dei signori, hanno perso le elezioni, si sono assunti la responsabilità della sconfitta e se ne sono tornati a casa;

  4. Per il Partito democratico invece, la causa del crollo di consensi é Di Pietro, (come dire che se mio figlio ha quaranta di febbre io pesto sotto i piedi il termometro). Meglio avrebbero fatto da tempo i suoi dirigenti a carattere perenne a passare la mano, così da permettere a una generazione di giovani “ultimi dei non eletti” di farsi i loro quattro anni di esperienza parlamentare all' opposizione ed essere così pronti a vincere le elezioni del 2013, visto che tanto a nessuno passa ormai per l' anticamera che a tale suffragio possa presentarsi l' onorevole Veltroni con una qualche minima chance;

  5. E' comunque ormai lampante che il modo insistente con cui i democratici sottolineino che nel partito non c'é nessun bisogno di figure carismatiche é solamente la comoda giustificazione per perpetuare l' esperienza parlamentare di soggetti che calcano la scena da oltre trent' anni e che nella vita non hanno fatto altro, appiattendo la politica su un livello sconfortante del tipo “Berlusconi ha dato dell' abbronzato a Obama: chieda subito scusa!”.

    Per tutto questo andazzo, é forte la tentazione di lasciarmi andare ad un liberatorio turpiloquio condito da quelle imprecazioni che noi friulani sappiamo innalzare al cielo in modo così scenografico (si, non c'é toscano che tenga: le nostre bestemmie fanno davvero paura!).

    Poi ragiono e mi dico che il buon Dio di tutto ciò non ha nessuna colpa, così:


PORCOPPIDDI' !!!!!!!!!

 


"Andatevene!

siete rimasti troppo in carica

per quel poco di bene che avete fatto.

Andatevene, in nome di Dio andatevene

e che sia finita con voi".


(Sir Oliver Cromwell)

 

Postato da: woland23 a 20:59 | link | commenti (2)

domenica, 14 dicembre 2008
Un mostro affamato

goya-saturno

Non potendo farlo direttamente, il Governo vi manda gli auguri tramite le società di esazione. Ma non basta (e quando mai?): Contemporaneamente al recapito da parte di Equitalia di cartelle esattoriali riferite ad ogni genere di credito vero o presunto (si va dalle tasse di proprietà di veicoli arretrate alle imposte di registro, all' INVIM, il tutto gravato da diritti di riscossione ed interessi che spesso superano gli importi dovuti), l' Agenzia del Territorio sta trasmettendo atti di accertamento relativi alla rivalutazione della rendita degli immobili (con i relativi aumenti di ICI ed IRPEF spesso con effetto retroattivo fino a un quinquennio). Per riscaldare ulteriormente l' atmosfera natalizia molti Comuni con le casse esauste stanno inoltre esaminando in modo puntuale ogni possibile discrepanza tra i versamenti dell' ICI ed i dati catastali per poter imputare arretrati, sanzioni e diritti di incasso. Sorvoliamo per pietà sul lucroso giro d' affari derivato dall' applicazione del Codice della Strada e tariffario collegato (che cavolo di deterrente é la confisca e la vendita all' asta di una vettura da 15.000 euro ancora da finire di pagare? Vuol dire rovinare economicamente una persona, che presto comincerà a circolare senza patente alla guida di una carcassa senza assicurazione ne collaudo dopo aver intestato i propri beni ad un parente). Comunque, con questi accorgimenti almeno l' imbarazzo di come impiegare la tredicesima viene risolto già prima del 24 Dicembre.

                                   Stille Nacht... Stille Nacht...

(Per chi fosse interessato, nei commenti viene riportato sull' argomento

un articolo più dettagliato a cura di Ass. Naz. Uffici Tributi)

Postato da: woland23 a 08:31 | link | commenti (4)
cultura, politica, follia, polizia, società, denaro, crisi economica, famiglie

venerdì, 12 dicembre 2008
Ammortizzatori sociali

Emma Marcegaglia

Alzare l' età pensionabile (Ma come, un' altra volta?!!) questa la magica ricetta indicata da Emma Marcegaglia per trovare le risorse a favore degli ammortizzatori sociali. Vale a dire: Dirottare una parte cospicua dei fondi espressamente versati per garantire la pensione dei lavoratori finalizzandola al pagamento della cassa integrazione.

    Personalmente, immaginare che la rappresentante di quegli stessi industriali che hanno delocalizzato  la produzione quando gli é convenuto, trasformato l' impiego stabile in precariato quando gli é convenuto abbia il coraggio di lanciare una proposta simile in un incontro pubblico, mi lascia allibito.

Che poi la proposta venga giustificata con la convenienza di «evitare il conflitto sociale, il panico, la paura», mi fa tanto pensare che é proprio da testoline così che in un altro tempo sono state poi inviate le guardie a sparare sulla folla affamata. Con buona pace per la deriva a destra della morale comune.

    La manager si interroga poi sullo sciopero promosso da Cgil. «Uno sciopero così non capisco a cosa serva!». Non meravigliarti, animuccia mia: Tu non capisci a cosa serva NESSUNO sciopero, non questo in particolare.

Intanto, il governo, per bocca del suo rappresentate in capo, ha dichiarato al summit europeo sulla crisi economica che la possibilità di poter continuare a inquinare é strategica ed irrinunciabile per l' industria manifatturiera nazionale. Certo, la produzione non deve considerare i costi della depurazione: deve invece essere concorrenziale rispetto a prodotti che non solo provengono da mercati dove la manodopera costa un ventesimo che da noi, ma dove vengono impiegate materie prime pericolose per la salute e cicli produttivi altamente inquinanti.

Tutto mi ricorda per triste analogia la scritta letta sul parabrezza di una macchina sporchissima parcheggiata in un vicolo. “Non preoccuparti: presto pioverà merda!”


Postato da: woland23 a 20:40 | link | commenti

sabato, 06 dicembre 2008
UPA (Uso parziale alternativo)

Zagabria

    Si chiama Josip Dell' Olio e non troverete molti notiziari che parlano di lui, causa il potenziale impatto che il suo esempio potrebbe determinare.

    Poco tempo fa, contro una serie di impopolari provvedimenti adottati dal primo ministro croato Ivo Sanader per fronteggiare la crisi economica, ha costituito su Facebook un gruppo denominato: “Stringetela voi la cinghia, manica di ladri!” .

    Il risultato é stato di 60.000 adesioni al sito ed oltre 3.500 persone scese in piazza per manifestare contro il governo a Zagabria ed in altre città della Croazia.

    Considerata l' ancora limitata diffusione di internet nella ex Jugoslavia, il risultato estremamente lusinghiero e dimostra le potenzialità di un mezzo che a torto viene da noi considerato non molto più di un' infantile perdita di tempo.



Postato da: woland23 a 19:40 | link | commenti (3)
cultura, politica, tecnologia, paesi, società, crisi economica

martedì, 02 dicembre 2008
Barbanera

Calendario   La locale bottega dei giornali non cessa di spiazzarmi con le sue trovate.
   Oggi, vicino a Frate indovino, Martina Stella e i gatti è esposto il calendario: “La vita di Mussolini 2009”.
   Da uomo smaliziato, mi limito ad alcune considerazioni:

1 - Con la commercializzazione di questo prodotto, viene definitivamente comprovata, assieme a quella del cinghiale e della lince, la presenza dei babbuini in Carnia;
   
2 - Non sono stato in grado di trovare nelle edicole tedesche e neppure a Braunau, suo villaggio natale, alcun “Calendario di Hitler 2009” e credo che ne sia anche vietata la vendita;
   
3 - Trattandosi di un calendario sulla vita, debbo presumere che il mese di Dicembre riporti l' immagine del Duce appeso per i piedi;

4 - In sessantatré anni, l' immaginario collettivo della destra non ha partorito altro ed in specifico presumo che un “Calendario di Fini 2009” finirebbe al macero ancora incellofanato a partire dal 30 gennaio.

Postato da: woland23 a 15:51 | link | commenti (5)
cultura, politica, tempo, violenza, morte, figurine, esecuzioni, societÃ